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Il web ufficiale del Presepe di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci

 

 

 

 

 

La nostra storia!

 

Il presepe di San Bartolomeo in Tuto si è evoluto nel corso di quasi 20 anni a fasi alterne da semplice plastico a complessa struttura elettromeccanica.

La svolta è del 1990, quando il sottoscritto e altri due ragazzi (allora eravamo sedicenni) Gabriele, Andrea e Leonardo subentrano al precedente realizzatore nel momento in cui cambiò il parroco.

Le misere finanze di tre sbarbati che rubavano il tempo allo studio per “fare il presepe”, non permettevano grandi investimenti: i primi anni furono dedicati a restaurare e/o riadattare i pezzi che avevamo ereditato dalla precedente gestione (statue scolorite e centralina elettro-meccanica che erano rimasti sotto un metro d’acqua nello scantinato parrocchiale...).

 

Il gruppo dei primi anni

 

Ogni anno l'aspettativa aumentava e spinti dai complimenti smontavamo e rifacevamo ogni ottobre – novembre – dicembre il presepe con sempre nuove aggiunte in una delle due cappelle laterali della nostra "nuova" San Bartolomeo in Tuto, a Scandicci.

Gli aneddoti delle nottate passate a murare, battere il martello, saldare, pitturare, allagare si sprecano: ma sono stati anche gli anni più istruttivi! Pensate che iniziavano a metà ottobre per smontare fino a marzo! E l’opera era davvero mastodontica: ogni anno si doveva rialzare un intero palco alto tre metri, largo quattro e profondo cinque.

Poi occorreva salire sul palco di un metro e mezzo d’altezza, carponi, per sistemare "casine", borraccina, piazzare luci, trasmissioni meccaniche, il corso d’acqua (vera s’intende!), sassi, alberelli statue e statuine (le più piccole del fondale sono di tre centimetri, la più grande del primo piano sono 23 cm.).

Infine ci proponemmo di “personalizzarlo” ancor di più: dopotutto io stavo terminando il diploma di perito elettronico e l’amico Gabriele quello di perito meccanico. Cominciammo così a realizzare un primo personaggio meccanizzato: il fabbro!

Montava un motore così grosso che per nasconderlo andava infilato in una collina dello scenario!

Nuovo Natale e successo strepitoso della meccanizzazione: nuovi progetti fioccano di continuo e non solo nel periodo natalizio; siamo "presepisti" a tempo pieno.

Altra svolta: il nostro parroco, don Marco, si rende conto che ci andava ridotta la fatica di rifare il palcoscenico tutti gli anni, per cui ci concede l’uso di una capanna esterna all’edificio parrocchiale dove stabilire quantomeno servitù sceniche ed elettriche.

Nasce quindi il palco come lo si vede oggi, di prospettiva ancor più schiacciata e più profondo (fino a 6 metri). Dopo il primo anno di "assestamento" montiamo nuove meccanizzazioni: con materiali molto poveri (rotori a camme di lavatrici o lavastoviglie, motorini da modellismo, pentole, etc…) nascono le “vasaie” (3 movimenti!), i boscaioli (uno accetta e l’atro sega), il “briaco”, l’”arrotino” (realizzato con motore e volano di uno walkman), l’angelo che vola… e ancora la porta d’accesso che si apre da sola (comandata da un mitico pc 386!!!) tuoni e fulmini, mulino ad acqua, l’aureola del Bambinello (col laser!), le nuvole, le fasi lunari, che andarono ad affiancare i già esistenti effetti di giorno, tramonto, notte e alba, la pioggia (vera!), cometa in movimento, fuochi realistici.

La scenografia passa ad essere poi più “cittadina” con l’introduzione di una “piazzetta di secondo piano” relegando ormai al fondo scena la collaudata e forse troppo riempitiva borraccina toscana.

Nuovo passo è quello di mettere lo spettatore ”dentro” la capannuccia per guardare il resto del presepe "con" la Sacra Famiglia, scelta che ha suscitato un acceso dibattito, ma che alla fine è piaciuta.

Quella che per noi sedicenni era stata quasi una “sfida” alle nostre poche conoscenza, si è rivelata poi invece un appassionante, talvolta gravoso, pseudo-hobby artistico, portando oggi questa realtà ad essere sentita come ”contorno indispensabile” al Natale parrocchiale (e non solo!).

 

Siamo all'anno del Giubileo e, diciamocelo, il presepe raggiunge un suo culmine artistico con l'adozione di un tri-portale di osservazione: è a tutt'oggi lo scenario più indimenticato, ma anche il più delicato. Il continuo scrosciare della pioggia sul palcoscenico ha minato pericolosamente l'insieme che, nel 2001, viene smontato di sana pianta per essere revisionato. Non solo: è l'anno in cui si forma una nuova generazione di presepisti che affiancano i vecchi rimasti (cioè l'io narrante...). Cerchiamo quindi di raccogliere la nuova sfida proponendo un presepe di stile medio-orientale, con un bel deserto realizzato con polenta e semolino, cammelli, dromedari, tende, tendine e cupole.

Lo scenario smontato viene nel frattempo utilizzato da una parrocchia di Bagno a Ripoli.

 

Dopo quattro anni di questo esperimento sentiamo però la necessità di tornare alle origini e, recuperata la scenografia "2000", ci accingiamo a rivisitare il più familiare "presepe toscano".

I lavori del 2005 ci vedono impegnati fin dai primi giorni di ottobre, due volte a settimana, con due squadre alterne e diverse composte, oltre al presente, da Dominic, Margherita, Simone e Andrea.

Equipe 2005: ore 2:00 (del mattino) del 24 dicembre, (da sinistra) Mauro, Dominic, Margherita, Simone, Andrea

 

Ci avvaliamo anche di alcune collaborazioni di mio cognato Matteo e, per il software, di mio fratello Lorenzo.

Concludiamo in modo rocambolesco (come consuetudine) alle 4:00 del mattino del 24 dicembre.

E' stata dura anche quest'anno, ma il risultato ne è valso la pena.

Riepilogo effetti speciali 2005, quindi: corso del fiume, fontana, pioggia (WOW!), fulmini, arcobaleno, angelo "volante", spaccalegna, falegname, paranco mulino, mulino con pignone, lanterne, fuochi, illuminazione sincronizzata delle case, catena pastori, catena personaggio offerte, sole, luna, stelle, nuvole, cometa in movimento, giorno, tramonto, notte, notte a luce "Wood", alba e (udite udite) "il sole"! Colonna sonora a base di canti gregoriani e i "suoni della fattoria".

 

Confermata l'impressione positiva ci accingiamo a riproporre lo scenario anche per il Natale 2006: venite a vederlo che ne siamo entusiasti.

 

 

Praesepium.com A.D.2000-2006

 

 

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